La strada è per le auto, non per le biciclette

Calmate tristezza e rabbia per l’ennesima vittima della strada in una posizione debole come quella del ciclista, credo sia giusto fare il punto della situazione ed analizzare con freddezza ciò che accade.

Bisogna partire da un brutto ma realistico pensiero per capirci qualcosa di più: la strada, oggi, qui in Italia, è un concetto pensato per automobili, camion e tutte le categorie intermedie. Andarci con un mezzo non idoneo è una libertà che ci prendiamo noi: dobbiamo essere coscienti che il pacchetto completo comprende anche dei rischi, che non possiamo ignorare.

Come può una lingua di asfalto adatta ad essere percorsa a 50, 70, 100 Km/h essere contemporaneamente idonea per noi ciclisti? Ogni volta che mettiamo le ruote sull’asfalto dobbiamo chiederci se il percorso che stiamo seguendo è fatto per portarci a casa sani e salvi con una trascurabile quantità di pericolo. Se non lo è, meglio rinunciare. Non la possiamo ridurre ad una questione di principio: il prezzo da pagare è troppo alto.

Cerco di coltivare la mia passione per la bici circolando in strade cittadine o piste ciclabili. Non mancano insidie e battibecchi con gli automobilisti, ma non mi sento in pericolo di vita. Su strade più battute, più veloci, il semplice affidarmi alla coscienza degli automobilisti non mi basta: ho rinunciato a circolare con una motocicletta sulle medesime strade per lo stesso motivo. E per godermi appieno la bici, appena posso mi concedo una vacanza all’estero: Austria, Germania, Olanda sono il paradiso per chi ha questa passione.

Non vuol dire riunciare alla bicicletta o ai propri diritti, sia chiaro. Si tratta di allargare le proprie vedute, ammettendo che esiste un forte contrasto tra la volontà di molti ciclisti di poter vivere la propria passione in sicurezza e la mentalità, cultura, storia di un paese che non guarda nella stessa direzione e che ancora oggi preferisce il trasporto su gomma a quello su rotaia, che preferisce costruire una strada piuttosto che una pista ciclabile, che incentiva costantemente l’acquisto di automobili tagliando gli sconti sui libri. Qui da noi l’auto è ancora uno status symbol, concetti come andare più forte degli altri, passare col rosso o scavalcare le code sono la normalità per tante persone. Possono esserci diecimila ottimi automobilisti disciplinati ma ne basta uno solo, indisciplinato, distratto o ubriaco che sia, per spazzare una vita dalla strada.

Un’auto che ti piomba addosso non la fermi con i concetti di vivere verde e di aria aperta. La fermi non frapponendoti tra lei e l’albero contro la quale dovrebbe andarsi a schiantare.

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